Festa Popolare dedicata a San Michele Arcangelo
Santu Miali
A San Michele Arca suggestivo del nostra
dedicato un luogo particolarmente o, situato sulla sommità di “Punta sa Cresia” in cui sono presenti i ruderi di una antica chiesa campestre, la cui esistenza è certificata in documenti risalenti al XIV sec..
La Festa Popolare è anche espressione della volontà di dare risalto ad un sito che in un tempo lontano fu sede di culto e di preghiera, punto di riferimento per le genti locali che in quei luoghi trovarono rifugio in particolari momenti storici caratterizzati da invasioni barbaresche, da carestie e da gravi pestilenze.
Un obiettivo importante dell’iniziativa è perciò rivolto alla promozione di quella specifica porzione del vasto territorio pulese che è ancora poco conosciuto e ancor meno valorizzato, situato a ridosso dei confini del Parco Naturale Regionale del Gutturu Mannu.
Esso è caratterizzato da un ambiente incontaminato, da cui si può osservare un panorama mozzafiato: un contesto unico e di grandissimo preg io, che per le sue caratteris tiche oggettive merita, senza dubbio, di essere inserito nel vasto scenario del turismo storico-culturale, naturalistico-ambientale, ricreativo-sportivo, ad integrare ciò che Pula già offre con altre proposte che si sviluppano in tali ambiti soprattutto nella stagione estiva.”
Il periodo prescelto per dar luogo alla ricorrenza ricade alla fine del mese di settembre, e può essere conseguentemente considerato di spalla alla stagione turistica che in quei giorni va a concludersi.
La Festa di San Michele Arcangelo, così come avviene in diversi altri centri della Sardegna e in Italia, può quindi costituire un modo per ampliare e destagionalizzare l’offerta turistica.
Non trascurabile, e certamente non meno significativo, il riferimento della Festa rivolto agli elementi che, attraverso il suo svolgimento e la sua celebrazione, si riconducono al sentimento identitario di cui la nostra comunità è intrisa, ma che, purtroppo, va gradualmente affievolendosi, e con esso si rischia di perdere inesorabilmente la conoscenza della storia e delle tradizioni che sono state il fulcro della vita sociale e culturale delle popolazioni locali fino a qualche decennio fa.
Con l’istituzione di questo evento si vorrebbe contribuire ad attenuare questo negativo fenomeno ed invertire una tendenza che porta a considerare le già flebili tracce di quel passato e la memoria dei luoghi come questioni di importanza molto marginale.
Invece, sappiamo quale importanza è attribuibile alla riscoperta delle tradizioni, attraverso le quali, soprattutto le nuove generazioni, hanno modo di conoscere le loro radici sociali e culturali.
Non a caso, i programmi didattici favoriscono sempre più diffusamente l’apprendimento degli antichi saperi, della musica e del ballo popolare, della lingua degli avi, della conoscenza, oltre alla valorizzazione e la preservazione, dei luoghi in cui affondano le loro origini.